Il patrimonio culturale

La storia di ATM ha origini che si possono far risalire a inizio Novecento.
Il 1917 rappresenta la data in cui il Comune di Milano decide di municipalizzare il servizio tranviario incorporandolo nelle proprie attività. Nei primi anni Trenta si assiste alla vera e propria costituzione dell'azienda autonoma.
Parlare dell'Archivio Storico di ATM vuol dire considerare un patrimonio documentale eterogeneo, testimonianza del ruolo fondamentale che ATM ha avuto nella definizione dell'identità del territorio e della vita dei suoi abitanti; anche per questo, oltre che per la sua rilevanza storica, l'azienda intende valorizzarlo e metterlo a disposizione, a partire dalla sezione fotografica.
Il fondo fotografico conserva oltre 100.000 immagini tra negativi, stampe e diapositive, databili a partire dalla fine dell'Ottocento fino ai primi anni del Duemila; immagini che raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme, quartiere dopo quartiere, sempre all'avanguardia.
L'attività di catalogazione digitale del patrimonio fotografico, tuttora in corso e svolta in collaborazione con il Centro per la cultura d'impresa, rappresenta un tassello di rilevante importanza per la salvaguardia del patrimonio storico di Milano e per la narrazione della sua storia recente. L'iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio storico documentale promosso da ATM in ottemperanza alla dichiarazione di interesse storico da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia.
Le immagini pubblicate documentano i molteplici aspetti dell'attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine, le infrastrutture sin dalla loro costruzione, il personale viaggiante, amministrativo, tecnico, i passeggeri, le iniziative istituzionali e paraziendali, il dopolavoro, la città e i comuni limitrofi.
La prima selezione di immagini pubblicata è costituita principalmente dagli scatti fotografici databili fino agli anni '70, commissionati ad agenzie fotografiche come Farabola e Publifoto, a supporto delle varie iniziative di comunicazione tra cui la rivista aziendale. La sezione fotografica verrà progressivamente arricchita con nuove immagini.